Perché il «primo Paese post-nazionale» è il luogo da tenere d’occhio nel 2017.
Come mai il negazionismo scientifico è più diffuso proprio tra chi ha studiato? E cosa c'entra questo con la post-verità?
Negli ultimi due anni il Paese è passato da essere accusato di sostenere lo Stato islamico a essere uno dei suoi nemici principali.
Gli attentati di Berlino e Ankara non fanno presagire nulla di buono per l'Europa, specie in un anno con molte elezioni.
Come si viveva nella città più borghese, industriale e ricca della Siria prima che diventasse il simbolo della guerra.
Il 2016 per molti è stato un disastro, per Zadie Smith è il «peggiore periodo politico», ma altri dicono che viviamo nell'epoca migliore.
Cos'è successo a destra e a sinistra nella République, che si prepara a un voto, l'anno prossimo, importante per tutta l'Europa.
Adam Scotti con Trudeau, Pete Souza con Obama: come i fotografi ufficiali si sono trasformati in piccole celebrità e in asset irrinunciabili nell'era delle Instagram presidency.
L’ossessione giornalistica per i fatti, nell’era in cui contano sempre meno, tra post-truth, populismi e filter bubble.
L'elezione di Trump, la Brexit, i populismi: il suffragio universale sta creando mostri. Un libro molto attuale propone di modificarlo.
Come nasce la centralità della più grande città sunnita dell'Iraq, dove si stanno combattendo due guerre: una contro l'Isis; una per la riunificazione del Paese.
Obiettori si diventa anche per sfinimento: come una legge nata con tutt'altro scopo ha creato un cortocircuito dove i non obiettori sono discriminati.
Da Trump a Berlusconi, le élite scoprono che non c'è scandalo tanto grande da affossare un politico. Forse perché certe idee sono ancora radicate.
Cos'è amare se non l'essere disposti a perdere tutto? Storie di giovani donne cadute in disgrazia quando lui invecchia, da Arcore a Versailles.
Siamo andati a capire cosa racconta della Francia ai tempi della crisi del multiculturalismo un ghetto aperto, gay ed ebraico, poi diventato simbolo di gentrificazione.
Cosa ha da dire oggi l'unico genere che l'imperialismo culturale americano non è riuscito a esportare, a cominciare dall'acclamato Lin-Manuel Miranda, autore di Hamilton.