Per il trentennale di Maastricht si può vedere il corto che immagina la Ue come una distopia
Il 7 febbraio 1992 veniva firmato il Trattato di Maastricht, dai dodici Paesi membri dell’allora Comunità europea, che oggi si chiama Unione europea. Sono passati 30 anni e quell’idea di Europa ha affrontato e affronterà enormi difficoltà, da Brexit alle sfide che arrivano da Est e dall’interno dei suoi stessi componenti.
Nel 2020 il regista italiano Giulio Squillacciotti ha diretto un cortometraggio (20 minuti) immaginando l’ultima riunione dell’Unione, ormai rimasta con tre soli membri: What Has Left Since We Left. L’ambientazione è proprio Maastricht, quella stessa sala in cui venne firmato il trattato. Che impressiona, ora, per la sua nuova vuotezza. Per 24 ore il film è disponibile gratis online, su Vimeo.
È una riunione che dovrebbe decretare la fine del sogno europeo, ma i tre Paesi rimasti, “diretti” dall’interprete britannica, a poco a poco la trasformano in una seduta terapeutica. Le loro personali relazioni amorose, i problemi famigliari, le incertezze e i meccanismi difensivi di cui lentamente si liberano, condividendoli con gli altri, si trasformano in allegorie politiche. «Una sorta di Iperuranio di pensieri inconcludenti», ha detto il regista, descrivendo il setting iniziale del film.
What Has Left Since We Left è anche un libro pubblicato da Onomatopee Eindhoven, composto da cinque saggi che espandono e completano il soggetto del film. Con contributi di Ayse Zarakol, Marwan Moujaes, Federico Lodoli, Marina Lalovic ed Erica Petrillo.