Accanto a un'opera di David Hockney che a sua volta ritrae David Hockney che fuma.
Il trailer di The Forest Hills, l’ultimo film di Shelley Duvall
Shelley Duvall è morta l’11 luglio a 75 anni, nella sua casa in Texas, a causa di complicazioni dovute al diabete. Come avevamo raccontato in questo ritratto, l’attrice di Shining aveva smesso di recitare dagli anni 2000, il suo ultimo ruolo era stato nel film del 2002 Manna from Heaven di Gabrielle Burton. Poi, vent’anni dopo, nel 2022, l’attrice aveva sbalordito tutti con la notizia che sarebbe tornata sullo schermo ancora una volta, in quello che ora resterà il suo ultimo ruolo in assoluto. Il film si chiama The Forest Hills, è un horror, e uscirà nei cinema americani l’8 ottobre. Come si evince dal trailer, in cui compare sempre con una sigaretta in mano, anche in questa sua ultima prova attoriale Duvall dev’essersi sicuramente confermata “the queen of cigarette acting”.
Il protagonista, interpretato da Chiko Mendez, è Rico, un campeggiatore che dopo un trauma cranico inizia ad avere strane e inquietanti visioni. Il suo amico Billy (Edward Furlong) gli mette in testa che sta per trasformarsi in un lupo mannaro e che non è l’unico a cui sta succedendo. Mentre lotta con questa consapevolezza, Rico è perseguitato dal passato e in particolare dal suo difficile rapporto con la madre, interpretata proprio da Duvall. Qualcuno ha commentato il video così: «Non avrei mai pensato di vedere John Connor e Wendy Torrance nello stesso film!». Inizialmente, Duvall avrebbe dovuto apparire solo in un piccolo cameo, durante un flashback, ma nel corso della lavorazione del film il suo ruolo è diventato molto più importante. «È stato fantastico lavorare con Shelley e sarò per sempre grato di aver avuto l’opportunità di dirigerla», ha detto il regista Scott Goldberg, che l’ha definita «gentile, dolce, premurosa, un’attrice straordinaria». Una curiosità: per rendere omaggio ai vecchi film horror, Goldberg ha voluto realizzare tutti gli effetti speciali del film senza utilizzare la Cgi. «Siamo cresciuti guardando film nei primi anni ’80 che dovevano creare l’orrore attraverso effetti speciali non digitali», aveva spiegato a Bloody Disgusting durante le riprese.

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.