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18:15 domenica 30 marzo 2025
L’evoluzione della Chetwynd Contour di Church’s. La storica scarpa allacciata oggi viene realizzata con una speciale tecnologia di lavorazione, senza perdere nulla del suo fascino.
La Casa Bianca ha pubblicato sui social la foto “ghiblizzata” di un’immigrata che viene espulsa. Dimostrando come la nuova funzione di ChatGPT possa essere usata a fini di discriminazione.
Hanno inventato una sigaretta elettronica con attaccato un Tamagotchi che muore se non fumi abbastanza. Nome provvisorio: Vape-a-gotchi.
C’è un tizio che sta partecipando a tutte le proteste in Turchia vestito da Pikachu. Marcia, fa cori contro Erdogan, scappa dalla polizia, tutto vestito da Pikachu. È diventato virale, ovviamente.
A causa dell’overtourism in Giappone si stanno “esaurendo” le terme. Troppi turisti, l'acqua termale non basta, i livelli hanno raggiunto minimi da record: danni della turistificazione, capitolo ennesimo.
La nuova versione di ChatGPT è bravissima a generare immagini nello stile dello Studio Ghibli. Una nuova funzione che ha (prevedibilmente) conquistato internet: sono già migliaia le immagini ghiblizzate, tra foto, meme e scene di film.
Dopo Mahmoud Khalil, negli Usa hanno arrestato un’altra studentessa pro Palestina. Si chiama Rumeysa Ozturk ed è stata arrestata e incarcerata senza che nei suoi confronti ci sia nessuna accusa.
L’archivio personale di Joan Didion è stato aperto al pubblico. Lo si può visitare presso la New York Public Library: contiene interviste, sceneggiature, appunti, lettere e ricette.

Dopo Mahmoud Khalil, negli Usa hanno arrestato un’altra studentessa pro Palestina

Si chiama Rumeysa Ozturk ed è stata arrestata e incarcerata senza che nei suoi confronti ci sia nessuna accusa.

27 Marzo 2025

Trump lo aveva detto: di arresti come quello di Mahmoud Khalil – qui la lettera in cui racconta tutto quello che gli è successo – ce ne saranno molti altri, molto presto. Per una volta, è stato di parola: martedì 25 marzo una studentessa turca iscritta alla Tufts University di Boston è stata arrestata da agenti della Homeland Security e condotta in un centro di detenzione Ice (Immigration and Customs Enforcement) in Louisiana (anche Khalil è detenuto in una struttura nello stesso Stato). La studentessa si chiama Rumeysa Ozturk, ha un regolare permesso di soggiorno e al momento non è indagata. In un comunicato stampa, il dipartimento di Homeland Security ha spiegato che l’arresto e la detenzione di Ozturk sono dovuti ad «attività a favore di Hamas sufficienti a giustificare la revoca del permesso di soggiorno».

Intervistata dal New York Times (che sulla sua pagina Instagram ha pubblicato anche il video dell’arresto) Mahsa Khanbani, avvocata di Ozturk, ha detto che né alla famiglia né a lei sono state fornite indicazioni sulle condizioni della ragazza o informazioni sulla struttura in cui è detenuta. Khanbani ha spiegato che Ozturk è stata prelevata con la forza dagli agenti vicino all’appartamento in cui vive nella cittadina di Somerville, poco distante da Boston. Ozturk in quel momento era in compagnia di alcuni amici con i quali doveva consumare l’Iftar, il pasto serale con il quale si interrompe il digiuno nel mese del Ramadan.

Il presidente della Tufts University, Sunil Kumar, nella notte di martedì 25, ha inviato una mail a studenti e professore dell’ateneo per spiegare l’accaduto. Ha scritto, Kumar, che l’amministrazione universitaria non sapeva nulla di quanto stava per accadere né ha condiviso con le autorità alcuna informazione che avrebbe portato o favorito l’arresto. «Ci rendiamo conto che gli eventi di questa notte siano preoccupanti per i membri della nostra comunità, in particolare per gli studenti stranieri», si legge nella mail di Kumar. Nel tentativo di ricostruire i fatti, i giornalisti hanno iniziato a indagare l’attività universitaria di Ozturk per capire cosa potrebbe aver portato all’arresto. Al momento, l’unica “spiegazione” è la firma che la studentessa, assieme a molti altri colleghi e colleghe, ha apposto su un saggio pubblicato nel numero di marzo del giornale universitario. Nel saggio si invitava la dirigenza dell’università a riconoscere il genocidio palestinese e a interrompere i rapporti con le istituzioni israeliane.

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