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Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.
Prada ha aperto un ristorante ispirato ai film di Wong Kar-wai Si trova a Shangai e riproduce l'atmosfera dei film del regista di "In the Mood for Love".
La ministra della Giustizia americana vuole la condanna a morte per Luigi Mangione Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».
Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone I biglietti saranno acquistabili da sabato 5 aprile.
È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90 Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.
C’è un pesce che si è evoluto appositamente per evitare di avere a che fare con i suoi simili Si chiama tetra messicano (Astyanax mexicanus) e ci ha messo 20 mila anni per raggiungere questo notevole risultato.
Nei biopic sui Beatles di Sam Mendes ci saranno tutti i boni preferiti di internet Harris Dickinson interpreta John Lennon, Paul Mescal sarà Paul McCartney, Barry Keoghan è Ringo Starr e Joseph Quinn farà George Harrison.
Adolescence verrà mostrato in tutte le scuole medie inglesi Un'iniziativa appoggiata dal Primo ministro inglese, Keir Starmer.

La tradizione vittoriana dei Vinegar Valentine, messaggi di odio da spedire a San Valentino

14 Febbraio 2019

Oggi molte coppie si stanno scambiando dolci messaggini su Whatsapp, mazzi di fiori e regali, preparandosi alla tradizionale cenetta al ristorante. Nel1840, non era poi così diverso: gli innamorati americani e britannici mandavano biglietti di San Valentino decorati da fiori, cuori e poesie. In realtà, una differenza c’è: oggi, per fortuna, non riceviamo più alcun messaggio dalle persone che ci disprezzano, almeno non a San Valentino. Nell’epoca vittoriana (ma la tradizione ha resistito per tutta la prima metà del ‘900) si usava invece spedire un bel biglietto per comunicare il proprio disinteresse nei confronti di un ammiratore non corrisposto o esprimere il proprio disprezzo per qualcuno, da un commesso antipatico a una donna “colpevole” di far parte del gruppo delle Suffragette.

Una pratica che, per quanto riguarda il primo tipo di utilizzo, dovremmo recuperare: un bigliettino (o meglio, un messaggio su Whatsapp) divertente e ben scritto sarebbe molto più efficace e meno snervante del ghosting. Un modo semplice, diretto e magari anche simpatico per far sapere a qualcuno che le sue attenzioni nei nostri confronti sono purtroppo inutili, se non addirittura sgradite. Come già detto, però, questi biglietti non venivano utilizzati soltanto per silurare i pretendenti più fastidiosi: come ha raccontato Atlas Obscura, grazie ai Vinegar Valentine San Valentino diventava un po’ la festa dell’insulto libero, una specie di giornata di sfogo per gli antenati degli haters.

Bigliettini volutamente grossolani e anche un po’ offensivi, quindi: letteralmente Valentino all’aceto (aspro, sgradito: il contrario di dolce, insomma). Proprio come i biglietti di San Valentino, i Vinegar Valentine potevano essere acquistati già pronti: i commercianti ne proponevano moltissime versioni, con poesie sarcastiche e caricature. Alcuni, i più sadici, venivano inviati in modo anonimo, così il destinatario era invitato a indovinare chi lo odiava; come se non bastasse, colui o colei che riceveva il biglietto doveva sobbarcarsi le spese di spedizione.

Spesso i Vinegar Valentine venivano usati tra uomini, con spirito goliardico: i soldati se li spedivano tra di loro. Come racconta Atlas Obscura quest’usanza iniziò a estinguersi lentamente insieme ai biglietti di San Valentino (rimpiazzati dai regali) e con l’avvento di posizioni più politically correct. Nelle scuole, ad esempio, le maestre iniziarono a spiegare ai bambini quanto l’usanza dei Vinegar Valentine fosse nociva per la comunità. I postini iniziarono poi a censurare i biglietti più offensivi: nel 1905, a Chicago ne trattennero quasi 25mila, giudicati troppo maleducati per essere spediti.

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