Hype ↓
18:51 venerdì 6 novembre 2026
Dopo aver scelto il tema più controverso di tutti (John Galliano), il Met Gala ha provato a rimediare scegliendo quello più noioso di tutti Il tema del prossimo Met Gala sarà “extraORDINARY: Fashion and the Poetics of the Everyday”, una mostra sugli abiti di tutti i giorni che prende il posto di quella su Galliano.
Le nuove assunte del Comune di Tokyo sono due capre a cui è stato affidato il campito di “curare” il prato attorno alla stazione Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
Dopo che Trump l’ha definita «un cesso di Paese», la Norvegia ha risposto pubblicando una lista dei suoi bagni pubblici più belli L'Agenzia nazionale del Turismo norvegese ha pubblicato un articolo intitolato «Questi sono i cessi migliori del mondo?». E, in effetti, nel Paese ci sono davvero dei bellissimi bagni pubblici.
Rob Sand faceva il modello per Prada, ora è il primo democratico dopo vent’anni a diventare governatore dell’Iowa A lui, però, non piace che si parli del suo passato sulle passerelle di Milano e Parigi. Anche perché i suoi avversari lo hanno usato e lo usano contro di lui.
Un regista sta girando un film sulla gentrificazione a Milano che inizia così: un regista frustrato deve girare uno spot per il Comune di Milano sulla riqualificazione di un quartiere Si intitola La piccola illusione, l'ha diretto Fabrizio Recchi è un cortometraggio indipendente e si finanzia con un crowdfunding in cui le ricompense si chiamano "Subaffitto in nero" e "Attico vista cantiere".
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.
Oggi ad Amsterdam si terrà la più grande manifestazione contro i data center mai organizzata da quando esistono i data center Il collettivo Geef Tegengas protesta contro il data center di Microsoft che verrà costruito vicino alla stazione di Sloterdijk e che consumerà tanta energia quanta ne consumano tutte le famiglie che vivono nella zona.
Tre sex worker si sono stufate delle piattaforme che le sfruttano e censurano, così hanno deciso di fondarsi una piattaforma tutta loro, «la più pro-sex worker del mondo» È nata per accorciare la strada tra i social e i contenuti per adulti, e la gestiscono tre sex worker. Vieta l’AI, commissioni più basse di OnlyFans e promette alle creator una cosa rara in questo lavoro: una comunità.

Oggi ad Amsterdam si terrà la più grande manifestazione contro i data center mai organizzata da quando esistono i data center

Il collettivo Geef Tegengas protesta contro il data center di Microsoft che verrà costruito vicino alla stazione di Sloterdijk e che consumerà tanta energia quanta ne consumano tutte le famiglie che vivono nella zona.

06 Novembre 2026

Il data center che Microsoft sta facendo costruire nel porto di Amsterdam, vicino alla stazione di Sloterdijk, consumerà ogni anno circa ottocento milioni di chilowattora, quasi quanto tutte le famiglie della città messe insieme. È contro questo cantiere, tre torri alte ottantacinque metri costruite dalla società britannica Pure DC e affittate interamente a Microsoft, che venerdì 6 novembre il collettivo Geef Tegengas ha convocato un’azione di massa a cui dovrebbero partecipare collettivi da tutta Europa, dalla Svizzera al Portogallo passando per Germania, Danimarca e Belgio. Il gruppo è noto nei Paesi Bassi per i blocchi della ferrovia del porto di Rotterdam, da cui nell’ottobre del 2025 la polizia aveva rimosso oltre 300 attivisti. Al progetto il collettivo contesta l’energia che sottrarrà a una rete elettrica già satura e l’uso militare dei server di Microsoft, dopo che nel 2025 un’inchiesta del Guardian aveva rivelato che l’intelligence militare israeliana conservava grandi quantità di dati sui palestinesi nei data center di Microsoft, anche nei Paesi Bassi.

Amsterdam è uno dei luoghi in Europa dove il conflitto è più concreto. I data center consumano già quasi il 5 per cento dell’elettricità olandese, e il Comune ha ammesso che la mancanza di capacità della rete mette a rischio la costruzione di 30 mila case e di 50 tra scuole e asili. Il progetto di Sloterdijk ha ottenuto permessi e allacciamento prima dell’arrivo di regole più severe, ed è stato diviso in tre edifici, ciascuno appena sotto la soglia oltre la quale scatterebbe il divieto nazionale per i grandi data center. Nel sud-est della città, invece, la statunitense Equinix ha ottenuto il via libera per un campus di quattro torri che a regime userà oltre un miliardo di litri di acqua potabile all’anno, contro cui si sono mobilitati più di cinquecento residenti. In estate il cantiere di Microsoft era già stato bloccato da Geef Tegengas e preso di mira da Extinction Rebellion, che aveva lanciato sulle fondamenta palloncini pieni di una miscela corrosiva, senza però causare danni.

La manifestazione arriva mentre negli Stati Uniti l’opposizione ai data center è diventata una forza politica. Secondo Data Center Watch, nel primo trimestre del 2026 le proteste locali hanno bloccato o rallentato almeno settantacinque progetti, per un valore di circa centotrenta miliardi di dollari, quanto in tutto il 2025, e in sei mesi i gruppi contrari ai nuovi impianti sono più che raddoppiati, arrivando a 853 in 49 stati. Martedì 3 novembre, alle elezioni di metà mandato, gli elettori di almeno 33 comunità hanno approvato divieti, moratorie o limiti ai data center. A Trenton, in Ohio, circa l’80 per cento ha votato per vietare gli impianti sopra i 25 megawatt, bloccando il piano della città per ospitare un campus di Amazon da 1.000 megawatt.

Articoli Suggeriti
Il rimedio contro la desertificazione potrebbe venire da una sperduta isola dell’Atlantico che da deserto si è trasformata in giungla

Dal 1847, su un’isola vulcanica di Ascension, gli alberi dei Kew Gardens hanno creato una foresta che si mantiene da sola. Gli scienziati la studiano per capire come fermare l’avanzata dei deserti, ma il modello ha dei limiti.

Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño

Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.