L'azienda propone di chiamarli compute campus, rebranding che dovrebbe servire a far passare tutte le ansie e le paure attorno a queste infrastrutture.
C’è una mappa che segnala tutte le band punk, post-punk, shoegaze, screamo, alt-rock, emo attive in Italia, regione per regione, città per città
Si chiama Noise Map e l'ha "disegnata" la rivista atonalmgzn: raccoglie 924 band e artisti italiani, è in perenne aggiornamento, chiunque può segnalare la sua band locale preferita e aggiungerla all'elenco.
Quante band ci sono in Italia che suonano punk, post-punk, shoegaze, screamo, emo e dintorni? Almeno 924, secondo la Noise Map realizzata dalla rivista online atonalmgzn, una mappa interattiva che prova a raccontare le connessioni e le scene della musica underground italiana. Ogni gruppo è un nodo, e per ciascuno la mappa indica genere, città e regione, insieme ai link a Bandcamp, Spotify e Instagram. Si può cercare per nome o filtrare per regione e per genere, e l’elenco completo è consultabile nella sezione dei risultati. La mappa non è chiusa: chi suona in una band, o vuole segnalarne una, può compilare un form per farla aggiungere alla mappa stessa.
Scorrendo i nodi viene fuori un ritratto abbastanza preciso di chi fa la “musica suonata” oggi in Italia. Il genere più rappresentato è l’alternative rock, seguito da punk rock, hardcore punk, post-punk e shoegaze, ma le etichette sono più di novanta e vanno dal midwest emo al math rock, dal crust punk alla darkwave, fino a definizioni più creative come «post-stoner» e «sludge techno». La geografia, invece, conferma uno squilibrio noto: quasi metà delle band viene da Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio, con Milano, Roma, Torino e Bologna in testa tra le città, mentre Basilicata e Molise contano un solo gruppo ciascuna. Eppure le città rappresentate sono quasi duecento, da Villacidro a Manduria, da Rovereto a Barletta, e c’è perfino una band la cui città risulta «non disponibile» perché, si legge nella scheda, è «esiliata in Corsica».
Il fascino della mappa sta soprattutto nella convivenza tra nomi noti e nomi quasi sconosciuti. Accanto a gruppi che hanno fatto la storia del rock alternativo italiano, come Verdena, Uzeda, Il Teatro degli Orrori e Tre Allegri Ragazzi Morti, a riferimenti dell’hardcore e dell’emo come Raein, Fine Before You Came e Gazebo Penguins e a band ormai da palazzetto come The Zen Circus e Fast Animals and Slow Kids, ci sono centinaia di progetti dai nomi spesso esilaranti, da Bici Rosa (col GPS) a Godzilla Was Too Drunk to Destroy Tokyo, da Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere a La Rivoluzione Industriale e le Sue Conseguenze. È una mappa da usare come un archivio, o come un vecchio volantino da concerto: si parte da una band che si conosce e si finisce, nodo dopo nodo, ad ascoltarne dieci che non si sapeva esistessero.