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23:10 lunedì 31 marzo 2025
La foto di Zendaya in pizzeria a Favignana è diventata un meme. L'attrice è in Sicilia per girare delle scene dell'Odissea, il prossimo film di Christopher Nolan.
Uno studio ha provato a spiegare perché è così difficile piacere ai buttafuori dei club di Berlino. E soprattutto a Sven Marquardt, il leggendario buttafuori del Berghain.
È il momento perfetto per guardare On Your Mark, l’unico video musicale mai realizzato dallo Studio Ghibli. Disegnato da Hayao Miyazaki in persona, nel 1995. Tutto a mano, ovviamente, come il vero stile Ghibli vuole.
La Casa Bianca ha pubblicato sui social la foto “ghiblizzata” di un’immigrata che viene espulsa. Dimostrando come la nuova funzione di ChatGPT possa essere usata a fini di discriminazione.
Hanno inventato una sigaretta elettronica con attaccato un Tamagotchi che muore se non fumi abbastanza. Nome provvisorio: Vape-a-gotchi.
C’è un tizio che sta partecipando a tutte le proteste in Turchia vestito da Pikachu. Marcia, fa cori contro Erdogan, scappa dalla polizia, tutto vestito da Pikachu. È diventato virale, ovviamente.
A causa dell’overtourism in Giappone si stanno “esaurendo” le terme. Troppi turisti, l'acqua termale non basta, i livelli hanno raggiunto minimi da record: danni della turistificazione, capitolo ennesimo.
La nuova versione di ChatGPT è bravissima a generare immagini nello stile dello Studio Ghibli. Una nuova funzione che ha (prevedibilmente) conquistato internet: sono già migliaia le immagini ghiblizzate, tra foto, meme e scene di film.

Nick Cave ha rivelato i motivi della rottura con PJ Harvey

28 Agosto 2019

È ormai un anno che il musicista australiano utilizza il suo sito The Red Hand Files come una piattaforma per entrare in contatto con i fan e rispondere alle domande più varie con lunghe e accurate riflessioni. Il sito ha immediatamente attirato l’attenzione del Guardian, che nel 2018 pubblicava un articolo dal titolo “Nick Cave ci sta mostrando un modo nuovo e più gentile di usare internet”, definendo il sito «un rifugio dalla tempesta online di discordie e cospirazioni» e le sue conversazioni con i fan «contemplative, compassionevoli e toccanti». Le domande che gli rivolgono i fan sono intelligenti e delicate. Il dialogo aperto attraverso il sito manifesta anche nella realtà durante gli eventi Conversations with Nick Cave, “un esperimento di connessione” in cui il pubblico può chiedere ciò che desidera direttamente all’artista. Nelle 57 domande alle quali Cave ha risposto fino a oggi ha parlato della morte di suo figlio, della sua amicizia con Warren Ellis e del significato dei suoi testi. Più recentemente, rispondendo a due domande, di cui una su The Boatman’s Call – «Ho sempre fatto fatica con la tua musica, il mio ragazzo era un fan, fino a The Boatman’s Call. Questo disco mi ha davvero parlato. Forse tu puoi spiegare perché?» – ha rivelato i motivi della rottura con l’artista inglese.

Come sottolinea il Guardian, è noto che l’album del 1997, The Boatman’s Call, è stato in parte ispirato a lei. Qualche giorno fa, Cave ha raccontato come e perché, riportando a galla i suoi problemi di droga grazie all’oscuro twist finale del primo paragrafo: «Eccomi, seduto sul pavimento del mio appartamento a Notting Hill, il sole che filtrava dalla finestra (forse), mi sento bene, con una giovane cantante talentuosa e bella per una ragazza, quando squilla il telefono. Prendo il telefono ed è Polly. “Ciao”, dico. “Voglio lasciarti.” “Perché ?!” chiedo. “È finita”, dice. Ero così sorpreso che per poco non lasciavo cadere la siringa».

«In fondo sospettavo che la droga potesse essere un problema tra noi, ma c’erano anche altre cose», ha continuato (Cave ha superato il suo periodo di tossicodipendenza da molto tempo). «Eravamo entrambi narcisisti ed egomaniaci», scrive, anche se poi ci tiene ad aggiungere «ero così profondamente nella mia merda che non posso davvero dirlo con certezza». «Avevo ancora un certo lavoro da fare sulla mia comprensione del concetto di monogamia», continua, «e anche Polly aveva i suoi problemi, sospetto, ma penso che alla fine sia dipeso dal fatto che eravamo entrambi persone ferocemente creative, ognuna troppo troppo egocentrica per poter mai abitare nello stesso spazio in un modo veramente significativo».

La crisi provocata dalla telefonata non andò certo sprecata, anzi, il dolore spronò il musicista a completare The Boatman’s Call, l’album che, lo dice lui stesso, «ha cambiato il modo in cui facevo musica». La rottura lo riempì di un’immensa energia creativa e gli diede il coraggio di scrivere direttamente delle sue esperienze, abbandonando per la prima volta i personaggi che aveva utilizzato fino a quel momento.

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