La NASA vuole mettere una centrale nucleare sulla Luna e su Marte
NASA, assieme al Department of Energy National Laboratory dell’Idaho, è alla ricerca di aziende che aiutino a realizzare un progetto piuttosto impegnativo: costruire un centrale nucleare da inviare poi sulla Luna e forse, chissà, anche su Marte. L’agenzia spaziale americana ha in programma diverse missioni ed esplorazioni nei prossimi anni, e la necessità di avere una “base energetica” sicura e affidabile è ormai impellente.
Ovviamente si tratta di un progetto, oltre che costosissimo, incredibilmente difficile da realizzare. NASA ha detto che la centrale dovrà essere dotata di un reattore alimentato a uranio, di un sistema capace di estrarre dal reattore energia utile all’uso operativo, un sistema di mantenimento e controllo della temperatura e un meccanismo di distribuzione in grado di fornire almeno 40kW di energia per un arco di tempo di dieci anni (come minimo). La centrale verrebbe costruita interamente sulla Terra, dove verrà poi sottoposta ai test necessari per accertarne il funzionamento e la sicurezza. Se tutto dovesse andare bene, la centrale a quel punto verrebbe “attaccata” a un lunar lander e “spedita” sulla Luna. Una volta atterrata sulla superficie del satellite, la centrale dovrebbe impiegare tutte le sue peculiari funzioni: quella di spegnersi e accendersi senza assistenza umana, quella di funzionare dal deck del lunar lander, quella di staccare il reattore dal lander in modo da poterlo trasportare nel luogo in cui si svolgono le operazioni. Come se tutto questo non fosse abbastanza, ci sono anche dei limiti di dimensione e peso da rispettare.
NASA ha detto che le aziende interessate hanno tempo fino al 19 febbraio per presentare i loro progetti e che si aspettano di lanciare un programma-pilota entro la fine di questo decennio. «Credo che i sistemi basati sulla fissione ci diano una grandissima mano nel costruire le architetture energetiche necessarie a sostenere le nostre missioni sulla Luna e su Marte, e anche a stimolare l’innovazione qui sulla Terra», ha detto Jim Reuter, associate administrator del dipartimento della NASA che si occupa delle tecnologie necessarie nell’esplorazione dello spazio.