La metro di Parigi ha vietato la pubblicità della mostra di David Hockney perché ritrae David Hockney che fuma
Accanto a un'opera di David Hockney che a sua volta ritrae David Hockney che fuma.

A Parigi, alla Fondazione Louis Vuitton, è in programma la più grande mostra mai dedicata a David Hockney: a partire dal 9 aprile, 400 opere saranno esposte in tutto il palazzo in Bois de Boulogne. Ma leggendo i giornali e i siti francesi, si scopre che più che della mostra si sta parlando della campagna pubblicitaria della mostra. Una delle immagini scelte per la promozione, infatti, ritrae Hockney con la solita sigaretta accesa tra le dita, un atto che ha costretto la metropolitana di Parigi a vietarne l’affissione in tutti i treni e in tutte le stazioni della città.

L’immagine che è costata a David Hockney il divieto di promuovere la sua mostra nella metropolitana di Parigi.
L’immagine in questione ritrae Hockney che fuma non una ma due volte, violando doppiamente, quindi, la legge francese che vieta ogni tipo di pubblicità di tabacchi, diretta o indiretta. L’immagine, dicevamo: ritrae Hockney che fuma accanto a una sua opera, “Play within a Play within a Play and Me with a Cigarette”, che ritrae Hockney che fuma. Chissà cosa potrebbe succedere se questa “locandina” venisse affissa lo stesso nella metropolitana di Parigi: la multa bisognerebbe pagarla una volta sola o tante volte quante sono le sigarette fumate da Hockney nell’immagine?
L’artista, da sempre un sostenitore della libertà di fumare e di morire a causa del fumo, in un’intervista concessa all’Independent ha detto che tutta questa storia è «assurda, veramente assurda. […] La prepotenza della gente al comando non conosce limiti». Hockney è arrabbiato anche perché gli è stato spiegato che se la campagna promozionale avesse usato solo “Play within a Play within a Play and Me with a Cigarette”, cioè il suo autoritratto con sigaretta, non ci sarebbe stato alcun problema. Ma il fatto che assieme all’opera ci sia anche una foto di Hockney con sigaretta, quello sì che è un problema.

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.