EssilorLuxottica ha acquisito Supreme
«L’ingresso nel nostro Gruppo di un marchio iconico come Supreme rappresenta per noi un’incredibile opportunità», così Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica ha commentato la notizia. Un miliardo e mezzo di dollari, questa la cifra che la multinazionale italo-francese ha speso per acquisire il marchio di streetwear. «Supreme si allinea perfettamente al nostro percorso di innovazione e crescita, offrendoci una connessione diretta con nuovi pubblici, linguaggi e dimensioni creative», ha spiegato, ancora, Milleri. L’acquisizione dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno, una volta definite le condizioni tra le parti coinvolte e ricevuta l’approvazione degli enti regolatori competenti.
Già a maggio diverse testate di settore avevano riportato indiscrezioni secondo le quali VF Corp. – che aveva acquisito Supreme nel 2020 per 2.1 miliardi di dollari, ne avevamo scritto qui – stava procedendo alla ristrutturazione del suo portafoglio di proprietà. Le indiscrezioni erano state poi confermate dalla stessa azienda, che aveva detto di essersi affidata alla consulenza di Goldman Sachs per portare a termine l’opera di ristrutturazione. Nessuno però, all’epoca, pensava che Supreme potesse essere davvero una delle proprietà che VF Corp. avesse intenzione di vendere. «Nella revisione che abbiamo fatto del nostro portfolio siamo arrivati alla conclusione che le sinergie tra il modello Supreme e quello VF fossero limitate, e che quindi la vendita fosse la conclusione naturale», ha detto Bracken Darrell, president e CEO di VF.
Nella discussione è intervenuto anche il fondatore di Supreme, James Jebbia. Di EssilorLuxottica, Jebbia ha detto che è «un partner eccezionale che capisce che noi diamo il meglio quando rimaniamo fedeli a noi stessi e continuiamo a lavorare e crescere come abbiamo fatto negli ultimi 30 anni. Questo passaggio di proprietà ci permette di concentrarci sul brand, sui prodotti e sui clienti, e mette le premesse per un successo a lungo termine».