Le file lunghissime fuori da Pop Mart, i rivenditori, le versioni tarocche, i trend TikTok: come e perché i pupazzetti col sorriso malefico stanno conquistando il mondo.
Internet ha trasformato Luce, la mascotte anime del Vaticano, in una pornostar

C’è un adagio di internet che dice: se esiste, allora ne esiste anche una versione hentai. Per chi non conoscesse la parola: con hentai si indica quella pornografia – fumetti, serie e film animati, videogiochi – basata sui manga e sugli anime. Un hentai può “pornificare” personaggi di un prodotto già esistente oppure inventarne di nuovi: sempre hentai si chiama. Detto questo: Luce, la mascotte manga-anime che il Vaticano ha scelto come suo ambasciatore presso i più giovani per il Giubileo (ne abbiamo scritto qui), esiste e quindi ne esiste anche una versione hentai. Che, a quanto scrive Lucas Ropek su Gizmodo, sta riscuotendo anche un grandissimo successo.
L’indagine sulla pornificazione di Luce l’ha condotta il sito 404 Media, secondo il quale sono passati pochissimi giorni tra la presentazione di Luce e la comparsa delle sue versioni hentai su internet. Decine e decine di immagini, quasi tutte generate usando questa o quella AI (a quanto pare, la maggior parte sono state realizzate usando Civitai). Emanuel Maiberg di 404 Media ha scritto che Luce, in questi contenuti, è ritratta in ogni contesto immaginabile, in ogni possibile situazione. Diversi di questi contenuti sono al limite della legalità, altri quel limite lo superano grandemente.
È utile qui ricordare perché Luce è venuta al mondo e quali erano le speranze del Vaticano per lei: la mascotte rappresentava il desiderio della Chiesa di «entrare nel mondo della cultura pop, così amata dai nostri giovani», aveva detto monsignor Renato Fisichella durante la conferenza stampa di presentazione di Luce. Purtroppo, nel mondo della cultura pop bisogna entrarci preparati alle conseguenze. E delle conseguenze, la più inesorabile e inevitabile è proprio la pornificazione.