Il tentativo di "riattivazione" dell'ex centro sociale ha fatto esplodere, ancora una volta, la discussione su cosa siano oggi gli spazi pubblici della città, a cosa servono e a chi sono dedicati.
Il Louvre ospiterà dei corsi di yoga durante le Olimpiadi
Il Louvre di Parigi è un’icona e ha tutta una sua storia di “scene iconiche”: prima tra tutte quella della corsa in Bande à Part di Godard poi ripresa da Bertolucci nel suo The Dreamers, ma più recentemente anche le coreografie in “Apeshit” di Beyoncé e Jay Z, che nel 2018 si affittarono l’intero museo, tutto per loro e il team e i ballerini, per girare un video auto-celebrativo che è anche un’ostentazione del potere della coppia. E chissà quanti altri prodotti cinematografici, musicali, letterari e artistici potremmo citare: di sicuro, però, il Louvre non era ancora stato una sala yoga.
Per la precisione, durante le Olimpiadi di Parigi, il museo ospiterà sessioni di danza, yoga e altre attività sportive nelle sue gallerie. I visitatori potranno quindi prendere parte a corsi e lezioni con istruttori e allenatori, ammirando dipinti e sculture. Se avete visitato il Louvre, sapete che il museo “normalmente” è già di per sé un tour de force che mette a dura prova i piedi, le gambe e la capacità di concentrazione. Ha senso quindi che lo sforzo fisico non si limiti soltanto al camminare per ore e ore, e che vengano aggiunte altre discipline sportive. L’annuncio è stato uno dei tanti circolati in Francia martedì 23 aprile, volti a suscitare l’entusiasmo in vista dell’inizio dei Giochi di Parigi, il 26 luglio. «Il Louvre è fisicamente nel centro di Parigi. Sarà fisicamente al centro dei Giochi Olimpici», ha detto il direttore del museo Laurence des Cars.

Da "Abitare Futuro", il nuovo numero di Urbano, dieci domande a Carlo Ratti sulla prossima Mostra Internazionale di Architettura a Venezia, che più di tutte le edizioni precedenti coinvolgerà la città come fosse un’unica, enorme arena di incontro di pensieri e nuove idee.