Un problema enorme per le aziende del settore italiane, che esportano i loro prodotti soprattutto negli Usa.
In Libano adesso sono tutti terrorizzati dai dispositivi elettronici

Mentre si celebravano i funerali delle persone morte martedì 17 settembre (il giorno in cui abbiamo scoperto che anche un cercapersone può essere usato per uccidere), una nuova serie di esplosioni faceva morti e feriti a Dahiyeh, cittadina a sud di Beirut, seguita poi da altre esplosioni in tutto il resto del Paese. Questa volta a esplodere sono stati i walkie talkie, e adesso in tutto il Libano tutti i dispositivi elettronici sono considerati un pericolo potenzialmente mortale. Secondo quanto riporta Bbc, questi nuovi attacchi hanno già causato 20 morti e 450 feriti, e tantissime case, negozi e mezzi di trasporto sono stati gravemente danneggiate dalle esplosioni dei walkie talkie.
In Libano si parla ormai apertamente di caos e panico. Se ne parlava già martedì, in realtà, quando le esplosioni – avvenute tutte nello stesso momento, ragione per la quale si è immediatamente pensato a un’operazione militare – di migliaia di cercapersone hanno ucciso 12 persone, tra queste una bambina di 8 anni e un bambino di 11, e ne hanno ferite 2800. Tra le vittime ci sarebbero tre membri accertati di Hezbollah, e secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto le esplosioni sarebbero avvenute proprio nel momento in cui i proprietari dei cercapersone hanno aperto un messaggio apparentemente inviato da altri membri Hezbollah. Questo messaggio, in realtà, serviva da detonatore: leggendolo si faceva esplodere la bomba che era stata inserita nei cercapersone manomessi. Hezbollah ha attribuito la responsabilità di tutto a Israele. Ancora nessuno è riuscito a ricostruire con esattezza come un’operazione così incredibile sia stata realizzata.
Adesso, alla già difficilissima ricostruzione di questi fatti si aggiunge quella delle esplosioni dei walkie talkie. La paura nei confronti dei dispositivi elettronici in Libano ormai sfiora la paranoia: nell’articolo già citato si racconta di un producer di Bbc che dice di aver ricevuto un messaggio da un’amica libanese in cui quest’ultima spiega di aver deciso di sostituire la sua Sim card libanese con una internazionale, per paura che il suo smartphone potesse esplodere in un prossimo attacco. Come sempre, i social media stanno contribuendo ad aggravare la situazione: dopo che si è diffusa una bufala secondo la quale anche i pannelli solari potrebbero diventare bombe, il terrore di tutti in Libano è che questo sia l’inizio della guerra.