Hype ↓
04:56 venerdì 4 aprile 2025
Il Partito laburista starebbe pensando di candidare Idris Elba a sindaco di Londra Al momento si tratta di un'indiscrezione riportata dai tabloid, ma è da diversi mesi che si parla di un ingresso in politica dell'attore.
È uscito il primo trailer dell’Eternauta, la serie tratta da uno dei più grandi capolavori della storia del fumetto Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.
Trump ha imposto dazi anche a delle isole antartiche abitate solo da pinguini I pinguini delle isole Heard e McDonald dovranno pagare il dieci per cento di dazi per esportare i loro beni e servizi negli Usa.
Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.
Prada ha aperto un ristorante ispirato ai film di Wong Kar-wai Si trova a Shangai e riproduce l'atmosfera dei film del regista di "In the Mood for Love".
La ministra della Giustizia americana vuole la condanna a morte per Luigi Mangione Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».
Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone I biglietti saranno acquistabili da sabato 5 aprile.
È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90 Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.

Kafkacomics

Intervista a Peter Kuper, fumettista e copertinista del New Yorker, che ci racconta il suo nuovo graphic novel, un adattamento a fumetti della Metamorfosi di Franz Kafka.

19 Dicembre 2023

Se mi chiedessero qual è il primo libro che mi viene in mente riguardo al tema della famiglia, della paternità, del lavoro, del tempo che passa, che scorre inesorabilmente, ecco, io direi La metamorfosi di Kafka, senza esitare. È incredibile come una sola persona, un essere umano tale e quale a me, abbia potuto scrivere questo piccolo grande racconto in cui dentro c’è tutta la storia del mondo, tutto quello che c’è sapere per viverci. E non sono l’unico a vederla così. Oltre a Philip Roth, Murakami, McEwan, c’è anche Peter Kuper, fumettista del New Yorker e autore di libri importanti come Rovine e Diario di New York, che è tornato in libreria con un adattamento della Metamorfosi kafkiana (pubblicato, come gli altri due citati, da Tunué, traduzione di Elena Dardano), in bianco e nero (come nel film Delitti e segreti, in cui Jeremy Irons interpretava Kafka), che è come un racconto di Kafka, ha qualcosa di familiare e insieme qualcosa di nuovo, capace di sorprenderti e di rimanerti impresso per sempre. La magia di questo adattamento, di questo omaggio, è sì quella di ritrovare un classico, uno dei racconti più importanti della storia della letteratura, ma è anche quella di tornarci con occhi diversi, di rimettere a fuoco le nostre impressioni, le nostre paure, le nostre angosce, di confrontarle con quelle di un altro lettore (come Kuper) per provare, poi, a trovare delle risposte o, chissà, delle nuove domande.

ⓢ Come mai ha scelto di raccontare, anche attraverso le immagini, La metamorfosi di Kafka?
Ho scelto di raccontarlo nel 2002, anche se la mia passione per Kafka è nata nel 1988, quando mi sono interessato al suo mondo per la prima volta. Mi sono accorto che lo stile di Kafka, come la struttura delle sue storie, si sposavano molto bene con il linguaggio del fumetto. Quindi combinare le due cose è stato naturale, ecco.

ⓢ Quali sono i modelli, letterari e non, a cui si è ispirato?
Oltre a Vonnegut (Mattatoio n. 5 su tutti) e Steinbeck, penso a Steve Ditko, co-creatore di Spider-Man, Woody Allen, Charlie Chaplin. Sono convinto che l’arte possa cambiare le persone, il mondo in generale, e la mia arte, in fondo, è una combinazione di tutti questi linguaggi.

ⓢ Quindi l’elemento comune di tutti questi autori qual è, l’ironia?
Sì, io mi sono formato leggendo Mad Magazine, l’ironia è un elemento politico fondamentale, la considero la mia arma migliore.

ⓢ Un conto è scrivere romanzi, un altro è scrivere romanzi grafici. Per chi, come lei, si serve di parole e immagini per raccontare le sue storie, esiste un metodo per lasciare al lettore un piccolo spazio per poter immaginare la sua storia?
Una delle cose migliori dei fumetti, per me, è proprio riuscire a far immaginare i lettori, pur avendo tutti questi strumenti a disposizione. Uno dei modi, per esempio, potrebbe essere quello di variare la tipologia di font a seconda delle voci, dei personaggi, oppure giocare molto con le lettere maiuscole e minuscole, o rendere fisica l’esperienza, obbligando il lettore a girare, a muovere il libro per comprendere il senso di quello che sta leggendo, come se ci fosse una sorta di spirale o di vortice. Con questo libro si aggiunge un altro aspetto, quello della lettura, dello sguardo, visto che non è altro che la mia interpretazione del racconto di Kafka, a cui si possono aggiungere, sovrapporre quelle dei lettori.

ⓢ Pensando a un suo libro che ha avuto molta fortuna, Diario di New York, come ha fatto a rendere così viva la città, a farla sembrare quasi un personaggio capace di muovere, di scegliere i destini dei suoi abitanti?
La mia visione della città di New York può essere racchiusa in quella di un famoso copertinista del New Yorker, Saul Steinberg, che è riuscito a vedere la città attraverso l’arte, a riscoprirla durante i suoi viaggi, a cogliere in un piccolo dettaglio l’anima della città. Un po’ come Warhol, che entra in un negozio di generi alimentari, vede una zuppa e pensa che possa diventare arte. Si tratta di identificare i simboli e gli aspetti della città, per creare poi un percorso creativo e rappresentarli.

ⓢ Lei vive a New York?
Sì, dal 1977.

ⓢ Com’è la sua giornata tipo a New York?
Io sono quello che molti chiamerebbero “warkaholic”, dipendente dal lavoro, non mi pesa. Ho una figlia e una moglie e questo aspetto non ha distrutto la relazione con loro, anche se ogni tanto, durante la serata film del venerdì sera, mi metto in soggiorno a lavorare. Comunque, la mia giornata tipo prevede che entro le 9 io mandi l’idea del giorno al New Yorker, se l’idea piace mi viene rimandata entro le 9 e mezza, e il lavoro poi va consegnato entro mezzogiorno. Ho uno studio, non lontano dal mio appartamento, dove lavoro diversi giorni a settimana ai miei progetti, almeno fino alle sei o alle sette di sera.

ⓢ Quindi New York è vivibile?
Sì e no, per fortuna possiedo un appartamento da molti anni, dagli anni Settanta, è un appartamento non molto grande, che è sostenibile in termine di costi. Sono riuscito, con il tempo, a creare il mio percorso, a vivere delle mie storie, e adesso ho un lavoro solido, stabile. Trasferirsi adesso a New York, per il costo degli affitti e della vita in generale, sarebbe molto complicato.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
È uscito il primo trailer dell’Eternauta, la serie tratta da uno dei più grandi capolavori della storia del fumetto

Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.

Ugo Rondinone, autobiografia di un Terrone

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.

Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt

Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.

Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone

Si terrà a Torino dal 30 ottobre al 2 novembre.

È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90

Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.

di Studio
I libri del mese

Cosa abbiamo letto a marzo in redazione.