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La comunità scientifica ha deciso che dal 2027 cambieremo il modo di misurare il tempo e questo cambierà il funzionamento di computer, telefoni, aerei, navi, satelliti e GPS
La Conferenza generale dei pesi e delle misure (esiste davvero) ha deciso che l’ora ufficiale potrà discostarsi dalla rotazione terrestre fino a un’ora. Il motivo è che la Terra ha cominciato ad andare più veloce.
Il 15 ottobre, a Versailles, la Conferenza generale dei pesi e delle misure (CGPM), l’assemblea internazionale che decide come si misurano il metro, il chilo e il secondo, ha votato per abolire il secondo intercalare, come hanno raccontato Scientific American ed Euronews. Dal 20 maggio 2027, Giornata mondiale della metrologia, il Tempo coordinato universale (UTC), cioè l’ora ufficiale su cui si regolano computer, telefoni, aerei, navi, satelliti e sistemi di navigazione come il GPS, smetterà di essere corretto ogni pochi anni per restare al passo con la rotazione terrestre. Finora la differenza tra l’ora degli orologi atomici e quella della Terra (UT1) doveva restare sotto il secondo. D’ora in poi potrà arrivare a un’ora intera, 3.600 secondi, e solo a quel punto si aggiungerà un’«ora intercalare», che secondo gli scienziati sentiti da Scientific American non servirà prima di mille anni. «Dopo trent’anni di dibattiti, siamo pronti», aveva detto prima del voto Noël Dimarcq, ricercatore del CNRS francese e presidente del comitato per il tempo e la frequenza del BIPM, l’ufficio internazionale che calcola l’UTC.
Il problema è che gli orologi atomici scandiscono secondi tutti uguali, la Terra no. La sua rotazione è irregolare, e poco dopo la nascita dell’UTC, nel 1960, gli scienziati si accorsero che stava rallentando leggermente rispetto al conteggio atomico. Per questo dal 1972 al tempo ufficiale sono stati aggiunti 27 secondi intercalari, uno ogni tanto, per riallinearlo. Da metà degli anni Dieci, però, la Terra ha cominciato ad accelerare, e uno studio pubblicato su Nature nel 2024 ha calcolato che già intorno al 2029 potrebbe servire per la prima volta un secondo intercalare negativo: non più aggiungere un secondo, ma toglierlo a tutti gli orologi del mondo. È un’operazione mai tentata, che gli ingegneri paragonano a un piccolo millennium bug per i rischi che comporterebbe per le infrastrutture digitali. «Evitare i secondi intercalari negativi è un motivo fondamentale per allargare la finestra» tra i due tempi, ha detto a Scientific American Nick Stamatakos, dell’Osservatorio navale degli Stati Uniti. La CGPM aveva già deciso nel 2022 di abbandonare il secondo intercalare entro il 2035, e ora ha anticipato di otto anni.
Nella vita di tutti i giorni non se ne accorgerà nessuno, e la Terra continuerà a girare esattamente come prima: a cambiare è solo la regola con cui gli orologi la inseguono. Il mezzogiorno dell’ora ufficiale e quello del Sole si allontaneranno di pochi secondi alla volta, una differenza molto più piccola di quella che già introducono i fusi orari e l’ora legale. Per computer, reti e satelliti un tempo continuo, senza salti, significa meno guasti e meno errori. Ma come nota Scientific American, il voto di Versailles è anche un passaggio simbolico: per la prima volta il tempo ufficiale smette di essere legato in modo stretto al più antico orologio dell’umanità, il cielo.