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Il Partito laburista starebbe pensando di candidare Idris Elba a sindaco di Londra Al momento si tratta di un'indiscrezione riportata dai tabloid, ma è da diversi mesi che si parla di un ingresso in politica dell'attore.
È uscito il primo trailer dell’Eternauta, la serie tratta da uno dei più grandi capolavori della storia del fumetto Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.
Trump ha imposto dazi anche a delle isole antartiche abitate solo da pinguini I pinguini delle isole Heard e McDonald dovranno pagare il dieci per cento di dazi per esportare i loro beni e servizi negli Usa.
Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.
Prada ha aperto un ristorante ispirato ai film di Wong Kar-wai Si trova a Shangai e riproduce l'atmosfera dei film del regista di "In the Mood for Love".
La ministra della Giustizia americana vuole la condanna a morte per Luigi Mangione Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».
Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone I biglietti saranno acquistabili da sabato 5 aprile.
È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90 Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.

Perché il New York Times non ha pubblicato le vignette di Charlie Hebdo

09 Gennaio 2015

All’indomani dalla strage del Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese preso d’assalto da due terroristi islamici che hanno ucciso 12 persone, molti giornali, siti web e testate varie in tutto il mondo hanno deciso di pubblicare alcune sue vignette, sia in segno di solidarietà ai giornalisti uccisi sia in difesa della libertà di satira e di informazione. Il New York Times tuttavia ha deciso di non farlo, nonostante molti altri media americani abbiano optato per pubblicare le vignette, e tra essi Washington Post, il sito della Cnn, BuzzFeed e l’Huffington Post.

Alcuni lettori hanno contattato il quotidiano newyorchese per esprimere il loro dissenso davanti a questa scelta, giudicata pusillanime o pilatesca. Di conseguenza Margaret Sullivan, la public editor del giornale – ossia la giornalista incaricata di vigilare sugli standard etici e professionali della testata e di rappresentare gli interessi dei lettori – ha indagato sulla faccenda e scritto una column a proposito.

Sullivan ha chiesto spiegazioni al direttore Dean Baquet, che ha raccontato di avere riflettuto mezza giornata sulla questione e di avere cambiato idea a proposito ben due volte, finendo per decidere di non pubblicare le vignette «per non offendere la sensibilità dei lettori», specialmente quelli musulmani: «Abbiamo degli standard da mantenere», ha detto Baquet. «Esiste un confine tra insulto gratuito e satira. La maggior parte di quelle [vignette] erano insulti gratuiti»

Dal canto suo la public editor conclude difendendo la scelta del direttore, sollevando però una questione sulla sostenibilità futura di tale linea: «Senza dubbio il Times ha preso una decisione attenta e considerata nel mantenere i propri standard. Tuttavia dati gli eventi, e data una storia come questa che continua a svilupparsi, potrebbe essere necessaria una rivisitazioni di tali standard nei giorni a venire».

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