Dopo lo scandalo della maestra-creator, Onlyfans è tornata per l'ennesima volta al centro del dibattito pubblico, sollevando questioni che toccano il lavoro delle sex worker nel nostro Paese.
Mentre tutti discutono di settimana lavorativa di quattro giorni, in Grecia hanno approvato quella da sei
Dal 2020 in poi, dal primo lockdown a oggi, c’è un tema che abbiamo discusso più di qualunque altro: il lavoro. I luoghi del lavoro (è incredibile pensare che per un periodo nemmeno così breve ci eravamo convinti che nel futuro avremmo lavorato tutti dalla casa al mare) e soprattutto i suoi tempi: il vecchio slogan “lavorare meno, lavorare tutti” è stato accorciato in “lavorare meno” e basta – l’obiettivo della piena occupazione è ormai un reperto custodito nel museo del Novecento – al centro del dibattito abbiamo messo la settimana lavorativa da quattro giorni e la giornata lavorativa di sei ore. Dibattito che però non è arrivato in Grecia, a giudicare dalla decisione del governo Mitsotakis di introdurre la settimana lavorativa lunga: sei giorni invece di cinque, a partire dall’1 luglio.
La legge è stata approvata nello settembre dello scorso anno, intervento legislativo, a dire del governo, resosi necessario per risolvere i problemi di produttività del Paese e porre rimedio alla ormai cronica scarsità di manodopera di cui soffrono diversi settori dell’economia greca. Secondo il governo, questa legge contribuirà a diminuire il lavoro nero, fornirà ai lavoratori impieghi più flessibili e – ovviamente, ma quale governo dice diversamente di una sua legge – creerà posti di lavoro. C’è da dire che la settimana lavorativa di sei giorni è, per il momento, una scelta che spetta al lavoratore: chi deciderà di lavorare un giorno in più riceverà il 40 per cento in più dello stipendio in busta paga.
Ovviamente, le polemiche non sono mancate. I sindacati hanno sottolineato come, dato lo scarsissimo numero di controlli effettuati dagli ispettori del lavoro, in Grecia la settimana lavorativa di sei giorni sia già un dato di fatto: le persone lavorano già più di quanto dovrebbero e questo, sempre secondi i sindacati, è un problema da risolvere e non una pratica da incoraggiare o normalizzare con una legge. In effetti, le statistiche dicono che i lavoratori greci sono già quelli che lavorano più ore alla settimana: 41 in media, più di tutti i colleghi nel resto dell’Unione europea. Adesso avranno la possibilità di aumentare ancora la distanza che già li separa da tutti gli altri.

Se in Occidente la cancellazione dei famosi sembra essere parte del passato, per quanto recente, in Corea del Sud è sempre esistita e non se n’è mai andata. Ha anche avuto esiti tragici, come nel caso dell’attrice Kim Sae-Ron.