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Il Partito laburista starebbe pensando di candidare Idris Elba a sindaco di Londra Al momento si tratta di un'indiscrezione riportata dai tabloid, ma è da diversi mesi che si parla di un ingresso in politica dell'attore.
È uscito il primo trailer dell’Eternauta, la serie tratta da uno dei più grandi capolavori della storia del fumetto Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.
Trump ha imposto dazi anche a delle isole antartiche abitate solo da pinguini I pinguini delle isole Heard e McDonald dovranno pagare il dieci per cento di dazi per esportare i loro beni e servizi negli Usa.
Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.
Prada ha aperto un ristorante ispirato ai film di Wong Kar-wai Si trova a Shangai e riproduce l'atmosfera dei film del regista di "In the Mood for Love".
La ministra della Giustizia americana vuole la condanna a morte per Luigi Mangione Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».
Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone I biglietti saranno acquistabili da sabato 5 aprile.
È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90 Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.

Gaming e razzismo: colpa dei videogiochi o dei giocatori?

25 Marzo 2013

Uno studio pubblicato dalla rivista New Review of Hypermedia and Multimedia (link a pagamento) ha analizzato il rapporto tra il mondo del gioco online e il razzismo, concludendo che piattaforme come quella XBox di Microsoft sono diventate un ambiente sicuro per un lessico discriminatorio, patria del «razzismo dichiarato che un tempo caratterizzava la nostra società». Complice forse l’anonimato e la non-presenza fisica che caratterizzano il rapporto tra giocatori, molti utenti si lasciano andare a commenti razzisti e offese aperte.

Come spiega il Guardian, lo studio ha concluso che tali ambienti sono un terreno difficile per giocatori di colori, gay o di sesso femminile, perché la loro “diversità” è facilmente deducibile dal tono della loro voce o dal loro accento. Questi sarebbero quindi percepiti come una «devianza» perché il mondo del gaming tende ad autorappresentarsi come omogeneo: bianco e di sesso maschile. La causa del problema però non sono i videogiochi ma la comunità. Comunità che spesso – ironia della sorte – si ritrova a vestire i panni di personaggi afroamericani o omosessuali (succede in Mass Effect 3, Dragon Age II e Grand Theft Auto).

Col tempo un lessico pieno di offese come faggot o la N-word (nigger) è diventato una sorta di linguaggio in codice che, secondo alcuni gamer, vengono utilizzate in modo differente dall’accezione comune. Un utente si è anche giustificato sull’uso della N-word spiegando che il suo utilizzo non sarebbe razzista: «È solo una parola stupida. La uso solo per prendere in giro la gente».

Lo studio ha concluso che le piattaforme (quella XBox o la PSN della Playstation) non sono responsabili per questo comportamento e non vanno punite per questi abusi: i veri colpevoli sono, più semplicemente, i singoli giocatori che utilizzano questo vocabolario.

Immagine: una scena di Grand Theft Auto V

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