Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.
A Londra hanno dovuto annullare la premiere di un film scritto dall’AI a causa delle proteste
E dopo l’immagine reale che è riuscita a passare per un’immagine AI, vincendo pure un premio (ne parlavamo qui), abbiamo anche il primo film con una sceneggiatura scritta da un’AI che, però, forse, non verrà mai proiettato. È successo al cinema Prince Charles di Londra, dove, di solito, si va per vedere film cult e d’autore: domenica, però, la sala avrebbe dovuto ospitare domenica la proiezione di The Last Screenwriter, un film la cui sceneggiatura non è firmata da un essere umano, ma da ChatGPT 4.0. Tuttavia, come racconta il Guardian, il 18 giugno il cinema ha annunciato sui social che la proiezione non si svolgerà: «Il feedback che abbiamo ricevuto nelle ultime 24 ore dopo aver pubblicizzato il film ha evidenziato la forte preoccupazione del nostro pubblico sull’uso dell’intelligenza artificiale al posto di uno scrittore che ci parla di una questione più ampia all’interno del settore», si legge nell’annuncio pubblicato su X.
— Prince Charles Cinema (@ThePCCLondon) June 18, 2024
Diretto da Peter Luisi e interpretato da Nicholas Pople, The Last Screenwriter è una produzione svizzera che si auto-descrive come la storia di «un celebre sceneggiatore il cui mondo inizia ad andare in frantumi quando incontra un AI all’avanguardia capace di scrivere sceneggiature… presto si rende conto che l’AI non solo eguaglia le sue capacità ma addirittura lo supera in empatia e comprensione delle emozioni umane».
«Penso che le persone non sappiano abbastanza del progetto», ha detto il regista Peter Luisi. «Tutto quello che sentono è “il primo film scritto interamente dall’intelligenza artificiale” e vedono immediatamente il nemico, e la loro rabbia la scagliano contro di noi… Se gli sceneggiatori si prendessero il tempo per guardare il film e leggere come è stato realizzato e il motivo per cui lo abbiamo fatto, non penso che se la prenderanno con le persone coinvolte nel progetto o con me, perché io sono proprio uno di loro».

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.