Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.
La terza stagione di Euphoria si farà e ci sarà tutto il cast originale
Un mese fa i dirigenti Hbo Casey Bloys e JB Perrette avevano assicurato ai fan di Euphoria che la terza stagione della serie si sarebbe fatta (anche se forse con un’ambientazione diversa). Adesso è arrivata la conferma da parte di Francesca Orsi, executive vice president della programmazione e capa della divisione Drama series and Films di Hbo: le riprese della terza stagione di Euphoria inizieranno a gennaio dell’anno prossimo. Non solo: tutto il cast tornerà, vale a dire che nella prossima stagione della serie vedremo Zendaya, Jacob Elordi, Sydney Sweeney e Hunter Schafer. Attori e attrici tra i più desiderati e impegnati (oltre che pagati, chissà quanto budget Hbo ha messo a disposizione di Sam Levinson solo per rimettere assieme il “suo” cast) di Hollywood.
«Sono entusiasta di annunciare che a gennaio comincia la produzione di Euphoria. Non potremmo essere più contenti della collaborazione con Sam [Levinson, ndr] e questo incredibile cast. E non vediamo l’ora di dare vita a questa nuova stagione di Euphoria, per tutti i fan». Altri dettagli sulla serie al momento non ce ne sono, non sappiamo se – come sembravano suggerire Casey Bloys e JB Perrette in questa intervista concessa a Variety un mese fa – davvero la serie comincerà con un time skip, un salto temporale in avanti che porterà i protagonisti della storia fuori dalla scuola e all’inizio della vita adulta.
Quello che sappiamo, però, è che una della ragioni per le quali ci è voluto così tanto tempo per far partire la produzione di Euphoria 3 è l’insistenza con la quale Levinson ha preteso di scrivere tutte lui, tutte da solo, tutte le sceneggiature degli episodi della nuova stagione. E anche le pessime idee che aveva avuto per la serie, idee che hanno lasciato interdetta tutta la dirigenza Hbo. Tra le numerose idee di Levinson bocciate dal network ce n’è una talmente assurda che quasi ci viene voglia di vederla realizzata: Rue che, sobria e giovane adulta, si guadagna da vivere come investigatore privato. Un’idea sulla quale Hbo, stando a quanto riporta Variety, avrebbe opposto un «immediato veto». Per fortuna.

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.