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A occuparsi della sicurezza di Eden Golan all’Eurovision c’era il capo dello Shin Beth
L’Eurovision è finito, lo ha vinto lo svizzero Nemo – che da noi si è già attirato la contumelia sia del generale Vannacci che di Amedeo Minghi, cavalieri che difendono il loro mondo dritto dall’avanzata di quello al contrario – delle ragioni della squalifica dell’olandese Joos Klein ancora non siamo sicuri, dell’imbarazzo suscitato da Angelina Mango che nel backstage importuna tutti con un’improvvisazione di “Imagine” di John Lennon (quando non sai che dire, ma soprattutto quando non hai niente da dire, canta “Imagine” di John Lennon) siamo invece sicurissimi. Che resta da dire, sulla musica? Niente, non è stata un’edizione in cui la musica sia stata granché rilevante. Si potrebbe dire che l’Eurovision alla fine è così tutti gli anni, e chi lo ama lo ama per il variopinto e rumoroso baraccone. È vero, ma stavolta nemmeno il baraccone è stato granché rilevante. Tutto lo spazio se lo sono preso le polemiche e le proteste, incentrate tutte su ciò che era inevitabile generasse polemiche e proteste: la presenza tra i partecipanti alla competizione della cantante israeliana Eden Golan, finita al quinto posto della classifica finale ma seconda per voti raccolti con il televoto.
Si sapeva che questa sarebbe stata un’edizione complicatissima dell’Eurovision, ma nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe stata così complicata da richiedere la presenza in quel di Malmö addirittura dello Shin Beth, l’agenzia di intelligenza interna dello Stato di Israele. E non di agenti qualunque, ma del capo dell’agenzia in persona: ad occuparsi della sicurezza di Golan e di tutta la delegazione israeliana presente in Svezia è stato infatti Ronen Bar, capo dell’agenzia. Stando a quanto scrivono
Ovviamente, persino lo Shin Beth ha dei limiti, Bar non ha potuto impedire che Golan venisse fischiata durante le prove e durante le esibizioni. Fischi che si sono sentiti distintamente anche dalla tv, nonostante ci sia stato – ovviamente – chi ha accusato Ebu, organizzatore dell’Eurovision finito più e più volte in mezzo alle polemiche nelle ultime settimane (ne abbiamo scritto qui, qui, qui, qui e qui), di aver provveduto tramite mixaggio sonoro a mantenere bassissimo il volume dei fischi. L’Ebu ha subito smentito e negato, anche perché ha avuto ben altro di cui preoccuparsi in questi giorni: la preoccupazione per la sicurezza di Golan si spiega in parte con le proteste che ci sono state al di fuori della Malmö Arena nei giorni del festival, alle quali ha preso parte anche Greta Thunberg, come da tradizione ormai portata via dalla polizia locale.