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Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.
Prada ha aperto un ristorante ispirato ai film di Wong Kar-wai Si trova a Shangai e riproduce l'atmosfera dei film del regista di "In the Mood for Love".
La ministra della Giustizia americana vuole la condanna a morte per Luigi Mangione Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».
Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone I biglietti saranno acquistabili da sabato 5 aprile.
È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90 Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.
C’è un pesce che si è evoluto appositamente per evitare di avere a che fare con i suoi simili Si chiama tetra messicano (Astyanax mexicanus) e ci ha messo 20 mila anni per raggiungere questo notevole risultato.
Nei biopic sui Beatles di Sam Mendes ci saranno tutti i boni preferiti di internet Harris Dickinson interpreta John Lennon, Paul Mescal sarà Paul McCartney, Barry Keoghan è Ringo Starr e Joseph Quinn farà George Harrison.
Adolescence verrà mostrato in tutte le scuole medie inglesi Un'iniziativa appoggiata dal Primo ministro inglese, Keir Starmer.

È stata una donna a realizzare l’opera più importante di Duchamp?

04 Aprile 2019

Nel 1917 l’American Society of Independent Artist respinse un’opera chiamata Fountain, un orinatoio rovesciato firmato R. Mutt. Marchel Dopo la decisione del consiglio, uno dei membri, Marcel Duchamp, diede le dimissioni. Alfred Stieglitz fotografò l’opera, della quale si sono poi perse le tracce. Come scrive Siri Hustvedt in un interessante articolo pubblicato dal Guardian, «l’oggetto sparì, ma nacque l’arte concettuale».

Hustvedt spiega che a realizzare l’opera, in realtà, non fu Duchamp, ma una poetessa e artista tedesca, la baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven (1874-1927), personaggio che compare nel suo ultimo romanzo, Memories of the Future. Sostenuta da una serie di fonti accademiche elencate nel libro, Hustvedt sostiene che fu la donna a trovare l’oggetto,  firmarlo con il nome R. Mutt e proporlo come un’opera d’arte all’American Society of Independent Artist. Nel suo libro la scrittrice cita una lettera scritta da Duchamp a sua sorella Susanne, nella quale l’artista racconta di come una sua amica avesse proposto alla mostra del 1917 un orinatoio firmato con lo pseudonimo R. Mutt.

Quando negli anni ’30 André Breton e altri attribuirono l’originale a Duchamp, lui non si preoccupò di smentire (Elsa von Freytag-Loringhoven era già morta, nel 1927), ma fu solo nel 1950, quattro anni dopo la morte di Stieglitz, che l’artista autorizzò le repliche dell’opera. Un’ulteriore prova: la grafia sull’orinale corrisponde alla calligrafia che Von Freytag-Loringhoven usava per le sue poesie. Se quanto raccontato da Siri Hustvedt nel pezzo è vero, sarà necessario aggiornare tutti i manuali di storia dell’arte del mondo.

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