Dimostrando come la nuova funzione di ChatGPT possa essere usata a fini di discriminazione.
Dopo aver detto di voler vietare TikTok, Donald Trump si è fatto un profilo TikTok
C’è una frase fatta usata da quelli che non sanno niente degli Stati Uniti d’America ma che comunque la loro opinione sulla questione americana vogliono dirla. La frase è: “gli Usa sono un Paese di grandi contraddizioni”. Certo, è una banalità. E certo, come tutte le banalità un briciolo di verità la contiene. Per esempio: gli Stati Uniti sono il Paese – non l’unico, sia chiaro – in cui si sta conducendo una bipartisan battaglia politico-parlamentare per bandire TikTok dal suolo americano, in quanto minaccia alla sicurezza nazionale e tecnologia di spionaggio della Cina. Ma gli Stati Uniti sono anche il Paese in cui entrambi i candidati alle prossime presidenziali fanno campagna elettorale su TikTok. Non solo: entrambi questi candidati Presidenti hanno attivamente preso parte a questa “guerra” contro TikTok, con pubbliche dichiarazioni e iniziative politiche. Con che parola si può descrivere questa situazione, se non contraddittoria?
Ad aggiungere contraddizione alla contraddizione, adesso arriva la notizia che Donald Trump si è iscritto alla piattaforma ByteDance. Proprio lui che quattro anni fa aveva firmato un executive order per “spegnere” la piattaforma negli Stati Uniti, un’iniziativa poi fermata da diversi pronunciamenti di diverse procure federali. Adesso Trump è uno dei milioni di americani iscritti alla piattaforma e già uno dei più popolari: in nemmeno 24 ore e dopo aver caricato soltanto un video, l’ex e forse prossimo Presidente ha già guadagnato 3 milioni di follower. Che nel raggiungimento di questo incredibile risultato lo abbia aiutato la recente condanna per tutti i 34 capi d’accusa nel cosiddetto “hush money trial” di New York? Che tutti questi follower lo vogliano difendere dalle angherie di Robert De Niro?
@realdonaldtrump Launching my TikTok at @UFC 302.
In ogni caso, se il contatore dei fan su TikTok è indice di tendenze politiche, le cose si mettono malissimo per Biden. Il Presidente in carica, infatti, è sulla piattaforma ormai da un pezzo – si è iscritto a febbraio di quest’anno – ma ha fin qui accumulato “solo” 340 mila follower. Le visualizzazione del primo video postato da Biden su TikTok erano state circa 10 milioni. Quelle del primo video di Trump viaggiano spedite verso i 60. Forse è per questo che negli scorsi giorni si è diffusa la notizia che i responsabili della campagna elettorale di Biden stavano cercando un meme manager, una figura che si occupasse di meme a livello professionale. Un Paese di grandi contraddizioni, appunto.