Accanto a un'opera di David Hockney che a sua volta ritrae David Hockney che fuma.
Chi sono i sei finalisti del Booker Prize

Nella serata di lunedì 16 settembre sono stati annunciati i sei autori e i sei libri candidati al Booker Prize 2024: Percival Everett con James (in Italia edito dalla Nave di Teseo), Orbital di Samantha Harvey (che da noi uscirà nel 2025 per NN Editore), The Safekeep di Yael van der Wouden (la prima scrittrice olandese ad arrivare fino alla shortlist del Booker Prize), Held di Anne Michaels (ancora inedito in Italia), Stone Yard Devotional di Charlotte Wood (anche questo inedito nel nostro Paese) e Creation Lake di Rachel Kushner. La giuria – presieduta quest’anno dall’artista e scrittore Edmund de Waal e composta dalle scrittrici Sara Collins e Yiyun Li, dalla critica letteraria del Guardian Justine Jordan e dalla musicista Nitin Sawhney – ha impiegato tre ore e mezza per scegliere i sei finalisti dai 13 libri che erano stati selezionati nella longlist: come da tradizione, la shortlist è stata annunciata con una conferenza stampa alla Somerset House di Londra.
De Waal ha spiegato che i sei finalisti hanno tutti una cosa in comune: sono libri che raccontano «i difetti della nostra epoca». Come scrive Ella Creamer sul Guardian, tutti i libri contengono una parte di romanzo “storico”. James di Everett è una versione rivista e corretta delle Avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain: la stessa storia ma raccontata dal punto di vista dello schiavo Jim. Held di Michaels unisce il romanzo storico alla saga familiare, ripercorrendo la vita di un soldato che nel 1917 si risveglia, ferito, con le gambe paralizzate in seguito a un’esplosione, in un campo di battaglia vicino al fiume Aisne. Creation Lake di Kushner racconta invece la storia di una spia incaricata di infiltrarsi e sabotare un gruppo di ecoattivisti, e per certi versi somiglia a quella raccontata da Wood: la protagonista di Stone Yard Devotional è una donna che lascia Sydney per andare a vivere nella campagna australiana assieme a una comunità religiosa. Lo studio di piccole comunità isolate (e in certi casi avversarie) della società che le circonda è un altro tratto comune a tutti e sei i candidati al Booker Prize: ne scrive anche Van der Wouden in The Safekeep, opera prima, dramma familiare basata sulla storia degli ebrei olandesi nel secondo Dopoguerra. Infine, Orbital di Harvey, romanzo sulla comunità più isolata che si possa immaginare: sei astronauti che trascorrono 24 ore a bordo della Stazione spaziale internazionale.
Per la prima volta nella storia del Booker Prize, cinque dei sei romanzi finalisti sono scritti da donne. Il romanzo vincitore sarà annunciato il 12 novembre.

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.