Il tentativo di "riattivazione" dell'ex centro sociale ha fatto esplodere, ancora una volta, la discussione su cosa siano oggi gli spazi pubblici della città, a cosa servono e a chi sono dedicati.
Il nuovo murales di Banksy è durato soltanto tre giorni
La scorsa domenica, il muro esteriore di un edificio residenziale nel quartiere di Islington, nella zona nord di Londra, è stato ricoperto da colate di vernice verde che mimano le foglie dello spoglio albero di ciliegio antistante. Il giorno seguente Banksy ha dichiarato di essere l’autore dell’opera, confermando le teorie di chi, fin da subito, aveva riconosciuto nel murales lo stile dello street artist più famoso del mondo (stile che, come raccontavo qui, è facilmente ed efficacemente replicabile). Rapidamente la strada lungo la quale è spuntata l’opera è stata invasa da orde di visitatori, portando il Consiglio di Islington a recintare frettolosamente l’opera al fine di proteggerla. Queste precauzioni però non sono servite e durante la notte di martedì il murales è stato deturpato.
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Come riportato da Bbc, infatti, mercoledì mattina gli abitanti del quartiere hanno notato che sulla “chioma” di Bansky sono comparse due colate di vernice bianca. Le autorità locali, che così come i residenti della zona avevano accolto con entusiasmo l’opera, si sono dette dispiaciute che un’«opera davvero potente, che mette in luce il ruolo vitale che gli alberi giocano all’interno delle comunità e nell’affrontare l’emergenza climatica» sia stato rovinato. La persona responsabile del deturpamento non è ancora stata individuata e, sapendo quanto possano essere dure le conseguenze del rovinare un’opera di Banksy, probabilmente farà di tutto per non essere rintracciata. E, come sempre quando si parla di opere di Banksy, la cosa più interessante sembrano non essere tanto le opere stesse ma le reazioni e i dibattiti che da esse scaturiscono: tra chi sostiene che la vera vittima dell’intero accaduto sia il povero albero di ciliegio brutalmente potato proprio nella stagione in cui dovrebbe essere ricoperto dai suoi bellissimi fiori, chi accusa l’artista di non aver ancora dedicato una dei suoi “potenti” graffiti a Gaza e chi, tra i commenti del post di Instagram con cui l’artista ha presentato il murale di Islington, collega ironicamente l’opera all’altra questione calda del momento, forse suggerendo una soluzione al mistero che da settimane sta coinvolgendo il mondo intero: «Avete mai notato come Banksy e Kate Middleton non siano mai stati ritratti insieme?».

Da "Abitare Futuro", il nuovo numero di Urbano, dieci domande a Carlo Ratti sulla prossima Mostra Internazionale di Architettura a Venezia, che più di tutte le edizioni precedenti coinvolgerà la città come fosse un’unica, enorme arena di incontro di pensieri e nuove idee.