Volevo essere un duro, l'album dello Starman di Sanremo, è stato accolto con un entusiasmo che dice tanto di lui, del suo talento di musicista e scrittore. Ma anche dello stato della musica italiana e, soprattutto, di noi.
C’è grande attesa per il nuovo film di Richard Linklater
Si chiama Blue Moon e, com’è stato annunciato proprio oggi – lo riporta World of Reel – verrà presentato alla 75esima edizione Berlinale, che avrà luogo dal 13 al 23 febbraio. Nell’unica immagine del film distribuita finora ci sono Ethan Hawke e Margaret Qualley, ma sappiamo già che il cast comprende anche Andrew Scott (il prete hot di Fleabag e il Ripley di Ripley) e Bobby Cannavale. «Robert, Ethan e io abbiamo lavorato allo sviluppo di questa storia per più di dieci anni e siamo molto emozionati e grati che sia venuto il tempo di darle luce», ha detto Linklater parlando del film, prodotto da Sony Music Classics.
Scritto da Robert Kaplow, autore del romanzo Me and Orson Welles, da cui Linklater ha tratto il film omonimo, il film racconta l’ultima fase della vita di Lorenz Hart, che insieme a Richard Rodgers faceva parte celebre duo di autori di musical Rodgers & Hart, autori di canzoni famosissime come “My Funny Valentine” e “The Lady Is a Tramp”: personaggio tormentato, geniale e alcolizzato, assiduo frequentatore di prostituti e bordelli maschili perennemente in lotta con la sua omosessualità. A interpretare il protagonista sarà Ethan Hawke.
Il film è ambientato principalmente al Sardi’s Restaurant il 31 marzo 1943, la serata di apertura del musical Oklahoma!, che segnò la prima collaborazione di Rodgers con Oscar Hammerstein II come sostituto di Hart, ormai considerato troppo malato e inaffidabile per lavorare. Trattandosi del regista di Dazed and Confused, Waking Life, Boyhood, The School of Rock, Everybody Wants Some e la Before trilogy, l’hype è altissimo.

Il remake del classico dei classici Disney passerà alla storia come uno dei peggiori disastri cinematografici di sempre. Un disastro che ha tante spiegazioni: un certo modo di fare film, i cambiamenti del pubblico ma anche il clima politico avverso.