Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.
Jane Campion ha scritto una lettera per sostenere Vermiglio agli Oscar
L’anno scorso, durante i David di Donatello, Justine Triet, regista di Anatomia di una caduta (Palma d’oro al 76° festival di Cannes) fece commuovere Alice Rohrwacher, tornata a casa a mani vuote nonostante dodici nomination, elogiando il suo talento e il suo film, La chimera. Ora, alla meravigliosa lista di registe che endorsano altre registe, si aggiunge anche la veterana Jane Campion (Il potere del cane, Ritratto di signora e Lezioni di piano, tra gli altri), che in una lettera aperta, riportata in esclusiva da Variety, ha voluto condividere tutta la sua ammirazione per Maura Delpero e il suo Vermiglio, Leone d’argento all’ultima Mostra del cinema di Venezia e candidato italiano alla 97esima edizione degli Oscar (nonostante, come spiegavamo qui, nei giorni scorsi sia circolata la notizia, sbagliata, che a gareggiare sarebbe potuto essere C’è ancora domani di Paola Cortellesi). Le nomination verranno annunciate il 17 gennaio. Alla fine di questa lunga strada c’è il Dolby Theatre di Los Angeles, dove il 2 marzo si terrà la cerimonia di premiazione.
Vermiglio competerà agli Oscar per il premio di Miglior Film Internazionale, la meta di un lungo cammino partito da Bologna (l’avevamo raccontato qui). L’endorsement di Campion, che arriva proprio nel giorno dell’apertura delle votazioni, è importantissimo. «Vermiglio mi ha stregato», ha scritto Campion, «Sono una vera fanatica del lino e dei mobili modesti e robusti, della neve e del latte fresco di mucca; il mondo che Vermiglio esplora mi delizia. Provo anche un profondo apprezzamento per le formidabili capacità di Maura Delpero come regista nel gestire una storia di questa portata con tanta fermezza e maturità. Mi sono sentita coinvolta e interessata a questo mondo per tutto il tempo. All’inizio pensavo che avrebbe raccontato una specie di dolce ideale del Vecchio Mondo, ma poi la storia di un nuovo amore ha seguito gli alti e bassi della vita reale, la morte e il tradimento… Ho amato tutto questo e ho sentito una profonda fiducia nella presa di Delpero sulla vita, il vero dramma della vita reale. Vermiglio è un regalo. Mi rendo conto inoltre che deve essere stata una missione incredibile realizzare questo film; le difficoltà del meteo, girare in un clima così freddo e nella neve dove devi stare attento ai passi della troupe che sollevano neve fresca. E un cast così numeroso, e così tanti bambini, tutti così a loro agio e rilassati insieme. È dura da fare. La troupe, il direttore della fotografia Mikhail Krichman e il cast sono tutti eccellenti. Non posso fare a meno di chiedermi cosa farà Delpero in futuro. Sono emozionata dai suoi punti di forza e dalla sua determinazione, così come dalla bellezza che raggiunge in Vermiglio, sono un fan!!!».
Le parole di Campion suonano ancora più entusiaste ed emozionate di quelle del Comitato di Selezione, l’organo che ha il compito di decidere quale film rappresenta l’Italia nella corsa all’Oscar per il Miglior film internazionale, che così aveva motivato la scelta di sottoporre all’attenzione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences Vermiglio di Maura Delpero, preferendolo ad altri 17 film, tra cui Parthenope di Paolo Sorrentino: «Per la sua capacità di raccontare l’Italia rurale del passato, i cui sentimenti e temi vengono resi universali e attuali».

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.