Prodotta e distribuita da Netflix, sarà disponibile sulla piattaforma dal 30 aprile.
È in lavorazione un sequel del Diavolo veste Prada in cui Miranda Priestly cade in disgrazia
Secondo l’affidabilissimo Jordan Ruimy di WorldofReel, per il sequel del Diavolo veste Prada si dà già (quasi) per certo il ritorno sia di Emily Blunt che di Meryl Streep. Resta dunque la terza e ultima parte della santissima trinità che fece l’immensa fortuna del film nel 2006, cioè Anne Hathaway. Al momento non c’è nessuna conferma della sua partecipazione, i fan preoccupati sono andati a ripescare un’intervista dello scorso aprile in cui Hathaway – in quel momento impegnata nel tour promozionale di The Idea of You – diceva che secondo lei sarebbe stato meglio «non sperarci troppo», nel sequel del Diavolo veste Prada. Rivedendo questa intervista, in tanti hanno pensato che forse Hathaway invitava a non avere speranza non tanto nel film quanto nella sua partecipazione allo stesso.
In ogni caso, non serve a granché parlare degli assenti, meglio concentrarsi sui presenti. Di Streep e Blunt abbiamo detto, aggiungiamo anche il ritorno della sceneggiatrice Aline Brosh McKenna. Il sito Puck – secondo il quale la vera protagonista del sequel sarà Emily – ha pubblicato anche un brevissima sinossi, che dice questo: «La carriera di Miranda va male, questo la costringe a rivolgersi a Emily, che adesso è una importante dirigente di un grande azienda del lusso dei cui soldi Miranda ha un disperato bisogno». Vista questa premessa, si può dire che il film è improntato a un certo qual realismo: non c’è un direttore di giornale al mondo che non abbia un disperato bisogno di soldi, in questo momento.
Al momento, tutte le certezze disponibili sul film sono queste. Sappiamo che a produrre il tutto sarà Wendy Finerman, vincitrice dell’Oscar per il Miglior film con Forrest Gump. Assieme a lei ci sarà Disney, che però al momento non ha concesso nessuna dichiarazione ufficiale a riguardo.

Si intitola così la mostra dell'artista svizzero, alla GAM di Milano fino al 6 luglio. Un percorso in cui Rondinone racconta una storia di migrazione, la sua, tra nature morte, paesaggi, sculture, ricordi di Matera e ammirazione per Il quarto Stato di Pellizza da Volpedo.