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Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.
Prada ha aperto un ristorante ispirato ai film di Wong Kar-wai Si trova a Shangai e riproduce l'atmosfera dei film del regista di "In the Mood for Love".
La ministra della Giustizia americana vuole la condanna a morte per Luigi Mangione Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».
Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone I biglietti saranno acquistabili da sabato 5 aprile.
È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90 Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.
C’è un pesce che si è evoluto appositamente per evitare di avere a che fare con i suoi simili Si chiama tetra messicano (Astyanax mexicanus) e ci ha messo 20 mila anni per raggiungere questo notevole risultato.
Nei biopic sui Beatles di Sam Mendes ci saranno tutti i boni preferiti di internet Harris Dickinson interpreta John Lennon, Paul Mescal sarà Paul McCartney, Barry Keoghan è Ringo Starr e Joseph Quinn farà George Harrison.
Adolescence verrà mostrato in tutte le scuole medie inglesi Un'iniziativa appoggiata dal Primo ministro inglese, Keir Starmer.

Space Invaders compie 40 anni

04 Giugno 2018

Nel 1978 la Taito Corporation iniziò a distribuire Space Invaders, uno dei più famosi e influenti videogiochi della storia. Per commemorare il suo quarantesimo compleanno, il Guardian ha intervistato il suo inventore, il giapponese Tomohiro Nishikado, che ai tempi del suo enorme successo aveva 34 anni. «Non avevo idea che sarebbe diventato un fenomeno del genere, rimasi totalmente sorpreso», ricorda Nishikado. Nel 1981 il gioco aveva già generato incassi per oltre 1 miliardo di dollari e causato scarsità di monetine in tutto il Giappone.

Space Invaders fu il capostipite di quella tipologia di giochi per arcade che avrebbero cambiato le abitudini e il modo di socializzare dei ragazzi tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80: i gettoni, i pomeriggi e le serate chiusi dentro alle sale giochi, i capannelli intorno al più bravo, l’ossessione per i punteggi. Tutto questo ispirò a Martin Amis L’invasione degli Space Invaders, un libro pubblicato nel 1982 in cui lo scrittore parte dalla sua videodipendenza (dalla ricerca spasmodica della sala giochi più vicina, all’euforia per l’ultimo cabinato messo in circolazione, all’insonnia) per tracciare un ritratto della società di quegli anni, quando la tecnologia e l’informatica iniziano a mettere radici nella quotidianità.

Tipica di quegli anni è anche la fascinazione per lo spazio: il primo Guerre Stellari, diretto da George Lucas, arrivò nei cinema nel 1977. Eppure, spiega Nishikado, l’idea di un gioco basato sul combattimento spaziale non fu immediata: arrivò come soluzione a una serie di problemi. «Inizialmente ho provato con i carri armati, poi con le navi da guerra e gli aerei, ma il movimento e l’animazione non si prestavano al gioco. Dopo molte prove ed errori ho inserito i soldati e ho notato che funzionavano bene. Ma non potevo creare un gioco il cui obiettivo era sparare alle persone. In quel momento, mentre ero bloccato cercando un’alternativa, mi resi conto che potevo usare gli alieni: nessuno aveva da ridire su chi sparava agli alieni». Per il design Nishikado si ispirò al mostro a forma di polpo della La guerra dei mondi di H.G. Wells, il romanzo del 1898.

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