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Ci sarà un sequel di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher, scritto da Quentin Tarantino e con protagonista Brad Pitt Il film racconterà la storia di Cliff Booth, il personaggio interpretato da Pitt nel film di Tarantino del 2019.
Prada ha aperto un ristorante ispirato ai film di Wong Kar-wai Si trova a Shangai e riproduce l'atmosfera dei film del regista di "In the Mood for Love".
La ministra della Giustizia americana vuole la condanna a morte per Luigi Mangione Ha inviato una comunicazione ai procuratori federali, chiedendo la pena di morte per quello che definisce «un terrorista».
Per aspera ad astra è il tema dell’edizione di C2C Festival che renderà omaggio a Sergio Ricciardone I biglietti saranno acquistabili da sabato 5 aprile.
È morto Val Kilmer, la rockstar della Hollywood degli anni ’80 e ’90 Aveva 65 anni e da tempo si era ritirato dalle scene a causa di un cancro alla gola.
C’è un pesce che si è evoluto appositamente per evitare di avere a che fare con i suoi simili Si chiama tetra messicano (Astyanax mexicanus) e ci ha messo 20 mila anni per raggiungere questo notevole risultato.
Nei biopic sui Beatles di Sam Mendes ci saranno tutti i boni preferiti di internet Harris Dickinson interpreta John Lennon, Paul Mescal sarà Paul McCartney, Barry Keoghan è Ringo Starr e Joseph Quinn farà George Harrison.
Adolescence verrà mostrato in tutte le scuole medie inglesi Un'iniziativa appoggiata dal Primo ministro inglese, Keir Starmer.

Com’è nato il falso mito della vitamina C

05 Aprile 2017

Linus Pauling, ricorda Popular Science, è universalmente considerato come uno dei padri della biologia molecolare: ha vinto due premi Nobel, scoperto le strutture molecolari delle proteine più comuni, fatto luce sui processi evolutivi e identificato l’origine dell’anemia falciforme. Quel che di lui è meno noto, però, è che ha dato la prima spinta a una delle convinzioni mediche errate più longeve di sempre, quella dei poteri miracolosi della vitamina C.

A convincere Pauling degli effetti benefici della vitamina è stato una figura di dubbia competenza, un certo “dottor Stone”, che l’ha addirittura convinto a condurre uno studio che voleva provare questa tesi, ma che molti altri ricercatori hanno in seguito definito deficitario e falsato. In ogni caso, nel 1970 Linus Pauling ha pubblicato il testo che sarebbe diventato la bibbia della credenza: Vitamin C and the Common Cold. In esso, il chimico e biologo elencava i benefici derivanti dall’assunzione di dosi ingenti di vitamina C, che a suo dire avrebbero curato non solo praticamente ogni malanno minore, ma anche le malattie del cuore, la lebbra e addirittura il cancro.

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La realtà attestata dalla scienza è diversa, e purtroppo comprovata anche dalla morte dello stesso Pauling e di sua moglie, entrambi stroncati da un tumore. L’evidenza scientifica contemporanea dice che le dosi extra di vitamina C non prevengono affatto le sindromi da raffreddamento: alcuni studi rivelano che potrebbero diminuire la durata di un raffreddore, ma non quando vengono assunto dopo l’insorgenza del malanno. Quanto al cancro, non c’è ovviamente nessuno studio che colleghi l’assunzione di vitamina C alle probabilità di contrarre questo tipo di malattia: in questi giorni, anzi, molti giornali mondiali hanno ribattuto la notizia secondo cui, attestato il valore delle più note strategie di prevenzione, i due terzi dei tumori esistenti insorgono comunque per caso.

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